È passato ormai un mese e mezzo dall’ultimo appuntamento con dottor L e, come abbiamo deciso quel giorno, ho ancora un mese — il prossimo appuntamento è per inizio di settembre — di preoccuparmi se correrò o meno in autunno: il tendine d’Achille ormai non dà più fastidio a camminare, anche se saltuariamente è un po’ indolenzito e non so se sia perché lo è o perché anche il minimo dolore, completamente disconnesso dalla tendinopatia mi fa saltare.
Faccio finta di non pensarci ed essere ottimista, e non è che non abbia altro da fare che preoccuparmi del tendine. Sono nel mezzo di un trasloco: oggi ho portato libri e cd, settimana prossima tutto tranne vestiti e stoviglie per una settimana e poi la domenica successiva i mobili; non mi trasferisco di molto, a meno di un km da dove sono ora, ma il nuovo appartamento è un filo più grande ed ha un balcone! Mai avuto un balcone. Ed ovviamente leggere e studiare tutto quello che non so di biofisica, e non è poco.

Per mantenere un minimo di salute mentale continuo ad andare in palestra ogni mattina (tranne i fine settimana visto che devo pensare al trasloco e la palestra dell’università è comunque chiusa) e spero solo che tutto il lavoro ora ‘a secco’ sia funzionale per quando tornerò (incrociamo le dita, vah!).
Ad essere onesti, la palestra continua a non piacermi e ci vado per mancanze di alternative; la scelta musicale è hideous (orrendo non rende quanto orribile sia) e solo alienandomi con un’ormai provata lista di podcasts riesco a sopravvivere.

Faraglioni e sabbia nera in Vík


Lo so: i podcasts sono così anni ’90, ma effettivamente svolgono ancora una loro funzione, ovvero quella di regalarmi un’ora e mezza di notizie ogni mattina. È anche utile per avere un’idea di quanto tempo sia trascorso: ne ascolto regolarmente due da 45 minuti e quando il secondo sta per finire so che è ormai il momento di iniziare ad andare.

Col tempo ho scoperto una serie di podcasts sul mondo running, con interviste ad atleti e discussioni degli incontri e delle gare future e passate. (Naturalmente sono tutti in inglese, ma ad aver avuto la possibilità quando ero al liceo forse l’avrei adoperata: avevo provato ad ascoltare la BBC per radio … ma questa è un’altra storia.)

[house of run] Questo è dei tre quello che mi piace di più: è settimanale (la frequenza è minore durante la off-season) ed i due conduttori discutono tutto quello che riguarda le corse da high school ad elite. L’enfasi è sugli atleti americani ma non solo: è qui che avevo sentito che Pistorius era finalmente riuscito a qualificarsi per i Campionati Mondiali ed ovviamente la politica che ne è scaturita, od anche di Caster Semenya, altra grossa polemica. [iTunes]
[competitor.com] Altro podcast settimanale, ma meno concentrato sul running e più generalista: running, biking, e triathlon. All’apice della polemica se Lance Armstrong si fosse dopato o meno nelle sue molteplici vittorie del Tour de France, hanno avuto in studio Mark Zeigler del San Diego Union Tribune e l’intervista di quasi due ore (che mi sono ascoltato tutto in aereo dal JFK a Reykjavík) è una delle discussioni più interessanti sull’argomento che abbia mai ascoltato o letto. [iTunes]
[running times] Running Times è, credo, la rivista migliore sul running ed è una sfortuna che non esista una versione italiana. Il loro podcast è molto, molto saltuario ma quando esce vale la pena; qui ho sentito di Active-Isolated Stretching, una tecnica che sto “sperimentando” ora. [iTunes]

In realtà questi, visto che sono settimanali, non riescono nemmeno lontanamente a coprire 5 giorni ed in realtà quello che ascolto quotidianamente è l’ottimo On Point: chi mi segue o su Facebook o su Twitter sa che l’altra mia grande passione è la politica e la palestra è un ottimo modo per aggiornarmi su quello che succede od è successo.

[on point with tom ashbrook] Ogni giorno, da lunedì a venerdì, WBUR — una stazione di NPR che serve l’area di Boston — trasmette due programmi back-to-back: il primo è politico, solitamente politica americana ma non solo, ed il secondo più “leggero” da recensioni di libri a musica passando per scienza e religione. La scoperta di On Point è in realtà legata alle corse: Scott Douglas, editore di Running Times, e Bill Rodgers avevano discusso in studio su se/quando gli americani potranno battere gli atleti africani. [iTunes]
[new yorker: the political scene] Lo aggiungo solo perché a mio avviso è molto ben fatto anche se troppo corto (non più di 15 minuti) ed essendo corto o siete versati in politica degli USA o è impossibile seguire la discussione. [iTunes]