[Italiano]

Friday morning was cold, as winter can be in New England; temps were single digit overnight and the morning was slow to warm up.
At 9:30 I had an appointment with the doctor, not something I’m ever looking forward to, especially when it comes to running-related injuries: doctors are quick to prescribe Advil and RICE – Rest, Ice, Compression, and Elevation – like it is the cure for all ills; from experience, it rarely solves the problem. It took me a year to finally settle with a doctor I trust and who seems to understand that pills are not the answer and rice is great for risotto, but not for training.
Although I trust my doctor, I’m always slow to go to him at the first sign of injury; I usually spend the first month hoping the injury would go away automagically, and then I spend another month in denial at which point I force myself to go to the Health Center.
Over the past two races, the Larch Hill XC Classic and the Hot Chocolate Run, the Achilles started acting up; after the last 5k, it was bad enough to hurt for the rest of the day and to make me limp, though not visibly, on Monday. The doctor confirmed what Internet med and running sites were already suggesting: Achilles tendinosis, which freak the Hell out of me. He also gave a referral for PT, and from the Thursday right before Christmas, I’ll be back to physical therapy and to start counting the days before resuming training.
A blessing in disguise, I won’t be running Boston in 2011 so I won’t have to train for an important race for the next few months; hopefully it will give me plenty of time to recover, set straight the imbalance that caused the tendinitis in the first place, and be back on the road, but for the time being I’m bound on stationary bikes and lots and lots of cross-training and strengthening. Maybe, it’s really a blessing in disguise.

Guess I've an excuse to be lazy


Venerdì avevo un appuntamento con un dottore, qui a UMass. Non è che abbia mai voglia di andare dal medico ogniqualvolta ci siano problemi, ma dopo un anno con lo stesso medico sportivo ho imparato a fidarmi, o meglio ho trovato un dottore la cui risposta non è tot pillole al giorno, ma esercizi e fisioterapia. O forse prima non avevo dottori abituati a lavorare con atleti.
Per chi si stia domandando se non sia il ginocchio: no, non è il ginocchio, che – per ora e tocco ferro – non mi sta dando problemi. È il tendine d’Achille (meno cento punti al primo che fa battute!) che da un po’ di tempo mi dà da pensare.
La settimana precedente la maratona di Chicago, il tendine aveva incominciato a darmi noie; con solo sette giorni prima di una gara, non aveva molto senso preoccuparsi più di tanto ed avevo semplicemente diminuito il volume degli allenamenti e sperato che non mi desse fastidio durante la maratona. Fortuna volle che a Chicago il dolore come per magia fosse scomparso, ma si è ripresentato – persona non grata – dopo le due, rituali settimane di riposo. Il problema ha continuato ad andare e venire per un po’, da gare come Larch Hill XC Classic, in cui non mi dava per niente fastidio, a gare come la Hot Chocolate Run, in cui la decisione di non tirare era in parte dovuta al noioso tendine.
Con riluttanza ho preso un appuntamento con il medico sportivo da cui ero andato per i problemi al ginocchio. Mi ha confermato ciò che avevo già letto in rete, ovvero che ho una tendinosi al tendine di Achille (non so se sia la corretta traduzione in italiano, in inglese è Achilles tendinosis) e mi ha consigliato di fare qualche visita di fisioterapia, consiglio che seguirò da giovedì prossimo, quando avrò la prima visita. La mia speranza è che il fisioterapista (non è lo stesso da cui ero andato l’anno scorso per il ginocchio), visto che lavora per l’università, abbia lavorato con corridori ed atleti di UMass e quindi sappia da esperienza sul campo, piuttosto che su libri.
Vi terrò aggiornati.

(In inglese il coniglio, nel senso del fifone, si dice pollo, ovvero chicken.)