… leva il medico di torno

Od almeno così spero.
Oggi sono andato al secondo appuntamento di fisioterapia; il primo era giovedì scorso, avrei voluto scrivere qualcosa ma con Natale in mezzo non ne ho avuto tempo.
I due appuntamenti sono andati bene. Marlo, la mia fisioterapista (con la L, e non Mario come all’inizio pensavo fosse) è rimasta sorpresa da quanto flessibile sono: non che sono Mister Fantastic dei Fantastici 4, ma dei tre mesi in fisioterapia all’inizio dell’anno mi è rimasta una routine di stretching che eseguo religiosamente ogni sera (guardando la TV, o meglio il podcast del Rachel Maddow Show). Ed alla sua domanda di che esercizi di stretching faccio, la mia risposta è stata: the whole shebang, espressione fantastica dell’inglese che l’Oxford-Paravia traduce abbastanza infelicemente come baracca e burattini.

La prima visita è stata di valutazione, ovvero stabilire flessibilità e forza per vedere se ci siano degli scompensi alla base del problema; pare che non ce ne siano e per ora andiamo avanti con ultrasuoni e massaggi. Ciò di cui invece si è preoccupata di stressare più e più e più volte è stato rest!, ovvero riposo assoluto; questo fortunatamente non vuol dire che mi devo trasformare in un couch-potato ma che correre è fuori discussione per ora: posso però cercare di mantenere un certo tono cardiovascolare passando ore ed ore felici sulla cyclette (parola che mi fa venire in mente gli anni ’60 e Jennifer Beals in Flashdance, senza nessuna ragione precisa).
Stamattina avrei voluto fare un’ora di bici ed un po’ di Pilates, ma la prima tempesta di neve della stagione ha fatto chiudere università e palestra. Ed ora incomincio a sentire che tutto il duro lavoro di mesi di allenamenti se ne sta andando per colpa di aver mancato un’ora di bici: puro OCD.