Sono ormai due mesi che non corro (e, spiace, ma quei 15km alla settimana quando avevo tentato di riprendere è a mala pena jogging) ed incomincio a sentirmi come Ewan McGregor in Trainspotting, in particolare nella famosa scena del water (sapete quale, quella in cui si tuffa nel cesso più lercio della Scozia per recuperare le droghe che gli erano cadute). In palestra mi fermo a guardare la gente che corre sui treadmills (tapis roulant in italiano?), ed io odio profondamente i treadmills (come del resto chiunque altro), ma mi fermo a guardare i piedi che si muovono uno dopo l’altro mentre la fascia di gomma scorre via veloce. Se questo non è un caso di crisi d’astinenza, non so cosa lo sia.

Ormai non faccio più nemmeno pronostici: invariabilmente risultano essere troppo ottimistici. E non mi rimane che guardare (invidiando) o leggere, ed alcuni giorni fa mi sono soffermato su un articolo che sembrava scritto per me: appreciating the gift of injury, ovvero “apprezzare il dono degli infortuni.” L’articolo prende spunto dall’annuncio che Dathan Ritzenhein (meglio noto come Ritz) non correrà maratona di Londra questo aprile a causa di un ennesimo infortunio e spiega come anche gli infortuni possono insegnare qualcosa: basta saper ascoltare.

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L’autore dell’articolo, Matt Fitzgerald, è anche l’autore di RUN: The Mind-Body Method of Running by Feel in cui il solo paragrafo intitolato the gift of injury, da cui molto di quell’articolo è tratto, mi ha invogliato ad ordinarlo e, fortuna volle, che l’abbia ricevuto proprio il giorno prima dell’ennesimo snow-day (giorni in cui scuole e uffici vengono chiusi a causa di tempeste di neve) ed ho iniziato lentamente a leggerlo. Fitzgerald racconta di un’intervista con Shalane Flanagan in cui le è stato chiesto se avesse mai pensato di abbandonare la carriera di professional runner quando è rimasta bloccata da infortuni al piede per più di un anno, nella sua risposta dice

Mio marito a volte dice che nulla succede a caso. Credo che [il mio infortunio] sia accaduto per una ragione: mi ha permesso di rivalutare i miei obiettivi e la mia dedizione allo sport. Sono convinta che questo periodo di inattività mi abbia permesso di divenire una persona più forte.

Dopo questo infortunio, Shalane Flanagan ha fissato i records nazionali nei 5,000m e nei 10,000m e vinto il bronzo a Pechino: questo per parlare di rinnovata confidenza, perché ovvio non mi sogno nemmeno lontanamente di correre a quei livelli ma intanto spero di tornare a correre quanto prima e meglio di prima. Ma intanto aspetto e spero … ed oggi c’è stata la candelora ed il prete m’ha anche benedetto il piede (che non si sa mai).