[Italiano]

I wish idioms could be easily translated from one language to another.

sapere di che morte devo morire

which literally translates to “knowing what death I will be dying from,” more prosaically means “knowing what I’m up against” but it doesn’t convey the same ineluctability: it tells of a fate which is inevitable and against which we are all hapless.

After three months off, of which two were devoted to physical therapy and three weeks had me in a walking boot, the dull ache in the Achilles lingers on: this morning I climbed up on a treadmill and started running. Punctual like only Death can be, the Achilles started acting up after not even a quarter of a mile in; despite all this time off, the tendon is still injured. I won’t hide the disappointment as I was hoping to be out of this and back into running already.
I went seeing the doctor today for a follow-up; as I already mentioned in a previous post, I have two options: surgery or platelet-rich-plasma (PRP). Honestly I don’t want to do any surgery and the doctor shared my opinion: the tendinosis is not bad enough to justify it and then surgery is obviously invasive and requires a lot of time off. PRP seems to be a more reasonable option: it’s basically a form a autotransfusion, my own blood will be collected, centrifuged and then injected into the affected area. By “flooding” the tendon with platelet-enriched blood, the tissue will be forced to heal and hopefully put me back on track by end of April, beginning of May (so let’s hope by summer…)

Come disse Cesare passando il Rubicone

alea iacta est

ovvero so di che morte dovrò morire. Oggi ho avuto l’ultimo appuntamento (di una lunga serie) con il mio medico; visto che dopo tre mesi di inattività il tendine d’Achille sembra non essere migliorato, ho deciso di tentare un trattamento noto come platelet-rich plasma, o PRP. L’altra opzione era un intervento chirurgico e, poiché il tendine non è completamente spacciato ma sta solo guarendo molto lentamente, per ora non credo che passare sotto i ferri sia un’opzione.
Di questo trattamento non c’è scritto molto in italiano: ho trovato solo un link ed è a riguardo della sua applicazione nella chirurgia estetica. In inglese c’è scritto molto di più, in particolare il NYTimes aveva scritto un articolo dopo che due giocatori dei Pittsburgh Steelers fecero notizia per aver vinto il Super Bowl ad appena due mesi dall’essersi sottoposti al trattamento.
In breve il PRP è un’auto-trasfusione: vengono estratti circa 20cc di sangue, che viene quindi centrifugato per arricchirlo di piastrine (platelets in inglese). Il “siero” prodotto viene iniettato sulla zona e quest’inondazione di piastrine dovrebbero accelerare il naturale processo di guarigione ricreando il tessuto leso.
Il suo vantaggio maggiore è che non usa cortisone che può indebolire il tendine provocando una rottura e non è un intervento chirurgico. Lo svantaggio è che è doloroso, al punto che mi è stato detto di tenere in conto due giorni a casa. Il tempo di ricovero dovrebbe essere relativamente rapido, da uno a due mesi, ma non di completa inattività.
L’intervento è fissato per il 28 febbraio, quindi tra due settimane …