[Italiano]

Motivation runs low after four months of down-time: biking and general workout at the gym helps to keep my own sanity, but only barely.
When I can’t run, I watch running: few weeks ago, I tuned in to watch the 5000m race at the Aviva Indoor Grand Prix in Birmingham (England), where Mo Farah and Galen Rupp raced one against the other. Watching them running is simply a joy for the eye: it’s like listening to a well-performed music.
I know many can’t bear to watch people running in an oval for half an hour, but the elegance of their stride is a symphony. In that, running is not Nascar, where I can’t see any purely aesthetic beauty. It surprises me how “primal” this sense of aesthetic really is: one might not enjoy watching races, but it’s hard not to be awed by the beauty of their fluent, effortless movements.

(The video starts with 10 laps to go, after the rabbits stopped and the “real” race started.)


Non so nemmeno quante volte ho riguardato questo video: non solo guardare Galen Rupp e Mo Farah correre è una gioia per gli occhi, ma è anche una delle pochissime gare in cui si vede un po’ di battaglia.
In un certo modo capisco chi non può sopportare di guardare gare d’atletica, visto che negli ultimi anni sono diventate sempre più delle solitarie contro il cronometro: un atleta solo dietro a qualche rabbit; punto in questione, la 800m a Berlino in cui David Rudisha ha segnato il nuovo record mondiale a 1:41:09 (per poi, romperlo qualche settimana dopo a Rieti in 1:41:01); la corsa di Rudisha è perfetta ed elegante, ma è una solitaria senza pathos.
La 5000m a Birmingham in cui si sono incontrati Galen Rupp e Mo Farah è forse il meglio dei due mondi: ci sono i rabbits che hanno aiutato sia Rupp che Farah a rompere i rispettivi records nazionali, ma soprattutto c’è competizione e voglia di vincere.