Se Dio vuole — إن شاء الله (Insha’Allah) direbbero in arabo — dovrei essere sull’aereo che mi porterà a Dallas per l’APS March Meeting.
Non preoccupatevi, non sto mettendo a rischio tutto l’equipaggio ed i passeggeri di questo volo mattutino: questo post l’ho scritto ieri pomeriggio e ho programmato WordPress per farlo apparire oggi, domenica 20 marzo alle 6 del mattino [1].

Come scherzosamente aveva commentato Antonio, sono diventato quasi un informatore medico e ben volentieri ottempero a questo mio dovere.

Prima però volevo augurare un in bocca al lupo tardivo a chi ha corso la maratona di Roma ed un altro a tutti quelli che correranno tra poche ore la mezza di NYC. Tra l’altro, dovrebbe essere possibile guardare la corsa online e se vi riesce, vi consiglio fortemente di seguirla poiché raramente si vede un gruppo così numeroso di élite apparire per una mezza.

la primavera comincia a farsi sentire ed io non posso correre! (in realtà questa foto è dell'anno scorso: la primavera sta arrivando, ma non è arrivata)


Sono passate ormai tre settimane dall’iniezione di PRP per la tendinopatia achillea. Dal mio primo update di una decina di giorni fa, si vedono dei miglioramenti per quanto riguarda il dolore: raramente fa male.
Questo è lungi dal voler dire che è tutto a posto e che posso tornare a correre, ma almeno è un progresso.

Ho avuto altre quattro visite di fisioterapia (due alla settimana), durante le quali ho vari esercizi di riabilitazione: tutte cose molto semplici, tipo equilibrio su un piede su una wobble board. Tipicamente faccio un certo numero di ripetizioni per ogni esercizio, a meno che il tendine cominci a dare fastidio.
La seduta finisce con impacchi di ghiaccio sulla caviglia: niente tecniche “sofisticate,” come ionoforesi o terapie agli ultrasuoni, ma dura e cruda old school. (Ed in realtà lo preferisco, soprattutto gli esercizi, perché mi sembra di fare qualcosa e di non essere un recipiente passivo che aspetta e spera.)

Ovviamente di allenamenti seri neanche a parlarne, però cerco di fare un paio d’ore al giorno in palestra nella speranza di mantenere un po’ del condizionamento muscolare che avevo prima e di poter quindi rendere il più veloce possibile il mio ritorno (quando ritornerò). Quello che mi è più difficile è limitarmi: per come sono io, se mi dico faccio 45 minuti di bici, voglio fare 45 minuti di bici, non uno di meno. Ma a volte (come venerdì mattina) il tendine inizia a “rompere” e quindi, molto a malincuore, scendo dalla bici dopo solo mezzora. Non è una scelta facile per me, ma non mi porta nulla di buono continuare e probabilmente mi peggiorerei il tendine.
Come esercizi di general strength, seguo queste routines create da coach Jay Jonson della University of Colorado in Boulder: credo siano molto buone, almeno a me piacciono. Ogni routine si può agevolmente fare in una quindicina di minuti, mezzora a prenderla con calma, e gli effetti si notano in fretta. La loro logica è quella di potenziare i muscoli del bacino ed i pettorali perché spesso vengono relegati in secondo piano, ma sono essenziali quando si corre, in quanto permettono di “alleggerire il peso” sulle gambe e quindi agevolare la corsa.
Ve li consiglio: i video sono in inglese, ma se qualcosa non si capisce, chiedetemi pure.

Alla prossima e ricordate … don’t mess with Texas!

… chissà chi avrà vinto a New York …

[1] tutto questo ha, dal mio punto di vista, un po’ dell’assurdo: visto che il post lo sto scrivendo ora ed il volo lo devo prendere domani, ma in ogni caso …