[Italiano]

Another Sunday, another missed long run. The downtime has reached four months and it’s harder and harder to hold on to some optimism; on my worst days, I wonder whether I will be ever running again.
These days, I often turn to those elite runners who found the strength to get through long spells of injuries, those who eventually overcame their own physical limitations and left the naysayers in awe. No one is more an example than Meb Keflezighi.
Meb is one of those runners who seem to always draw the short straw; in his book — Run to Overcome — he shares his thoughts as he was lining up on the Verrazano Bridge before the start of the 2009 NYC Marathon

Some people thought I was too old, at 34, and too complacent, with an Olympic medal, to be a factor. Others assumed my career was in a free fall after a series of disappointments and injuries from late 2007 through 2008 […] The doubters figured I could no longer summon the focus required for world-class training and racing.

On that Sunday, Meb showed all the doubters that he wasn’t over yet and became the first American to win the NYC Marathon since Alberto Salazar in 1982. On a different Sunday, two years later, I’m summoning all of my optimism and patience to quiet my restless muscles and wait for my spring to come.

On unrelated news, I bought a pair of trail running shoes (though I’ll be using them as regular shoes for the time being): my Icelandic vacation is (almost) written — I bought the tickets, and Pino and I have reserved the car for the first two weeks of June. I’m not sure whether I will be able to run in a couple of months but, if I will, I need to be prepared: from photos and readings, Iceland seems the trail runner’s paradise.

Run Iceland 2010 - photo credit: runnersworld.it

Ghiaccio e Fuoco

Guardando le foto su Runner’s World Italia, le highlands islandesi ricordano il Sass Pordoi, solo cento volte più estese: la stessa qualità lunare, la stessa soprannaturale unione di roccia e cielo.

I preparativi per il viaggio procedono spediti: settimana scorsa avevo comprato il biglietto e questa settimana abbiamo prenotato la macchina per le prime due settimane di giugno. I dettagli logistici sono ancora da fissare: sicuramente staremo la prima notte a Reykjavík e poi seguiremo la Ring Road lungo la costa.
Abbiamo prenotato una 4×4 così non dovrebbero esserci problemi per guidare off-road, lungo le cosiddette F roads ovvero le molteplici strade sterrate che si diramano dalla asfaltata ring road verso la costa e — soprattutto — l’interno.
Pino ha già comprato la Lonely Planet dell’Islanda ed io ho ordinato la Rough Guide (dovrebbe arrivare in settimana): con quelle dovremmo farci un’idea migliore del giro che vogliamo. Per ora abbiamo messo giù un paio di punti come whale watching (seppur vivo in New England), le highlands, e lo Snæfell, famoso per Voyage au centre de la Terre. (Magari anche lo Eyjafjallajökull …)
Se — perché ci siete già stati o perché ne avete sentito parlare — conoscete dei posti che assolutamente non si possono saltare: siamo tutt’orecchi!

Ovviamente sogno anche di poter correre su quelle strade sterrate, desiderio che le foto di Runner’s World Italia non fanno che alimentare.
Sfortunatamente è ancora troppo presto per sapere se potrò correre a giugno. Non ho intenzione di piangermi addosso in questo post, ma prego e spero di potermi riallacciare le scarpe da corsa per allora: ieri mi sono comprato un paio di scarpe da trail della Montrail — mi ha stupito quanto siano leggere, non più pesanti delle mie Asics da road.