[Italiano]

Product suggestions from amazon.com or netflix are usually an annoyance: you buy 1 book on marathon training and your account is flooded with how-to-lose-50lb books (were I to lose 50lb, I’d be dead). But sometimes some of them hit the mark and I was happy to discover Running the Sahara.

The documentary tells the story of three ultra-runners who, in 2006, embarked on the adventure to cross the Sahara desert on foot. The expedition starts in Senegal, on the foreshore of the Atlantic Ocean, crossing Mauritania, Mali, Niger to then bend north towards Libya and, after entering Egypt, touches the water of the Red Sea.
It’s a nice, little documentary, that I truly enjoyed. The expedition had its own share of problem: though Libya was not in the midst of a civil war at that time, it was still hard to have the documents to cross the border; the other option — crossing Chad and Sudan — couldn’t have been on the table, since the two countries were charred by wars, especially Sudan and the Darfur conflict.
It does a pretty good job to show Africa, the desert, and its people. Many little stories, about the scarcity of water or the legendary city of Timbuktu, enriches the “human” side, although the focus is on the runners and the run.

Charlie Engle, who was the team leader, made another documentary a couple of years later on his run across US: Running America was done in 2008 on the backdrop of the economic recession and the presidential campaign– it sounds like it is as much as about the run as it is about America and Americans in this dire time. (I hadn’t watched this one yet, as it’s still not on netflix.)


Quando ho letto di Running the Sahara, mi è subito venuto in mente il racconto di Stefano Ruzza sulla sua vittoria nella 100km of Namib Desert di cui avevo scritto la traduzione in inglese un paio di mesi fa. (L’originale, in italiano, su AndòCorri.) Mi ha incuriosito ed ho recuperato il dvd.

Il documentario narra della spedizione di Charlie Engle, Ray Zahab e Kevin Lin, che nel 2006 hanno attraversato il deserto del Sahara in una corsa di 110 giorni. Il film narra principalmente della loro corsa, dei giorni buoni e dei giorni meno buoni, con tutte le complicazioni logistiche e tecniche che una corsa di 7 mila km comporta, specie quando si tratta di attraversare non solo un deserto ma regioni che sono state e sono tuttora martoriate dalla guerra. Sullo sfondo di questa spedizione appare ben visibile il Sahara e la sua gente, e spazio viene dato nel raccontare la loro storia: dalla problema dell’acqua a città che sembrano vivere solo nelle leggende, come Timbuctu.
Il viaggio inizia sulle sponde dell’oceano Atlantico in Senegal e continua attraversando la Mauritania, il Mali e spingendosi sempre più nell’interno del deserto più esteso al mondo raggiunge il Niger. Da lì si muovono verso nord sperando di entrare in Libia, da cui poi raggiungere l’Egitto e completare l’avventura sulle sponde del Mar Rosso. Le complicazioni logistiche sono enormi: seppur la Libia non era nel mezzo di una guerra civile, ottenere i documenti non era facile e l’opzione di passare per il Chad ed il Sudan non era proponibile — specialmente il Sudan che nel 2006 era nel bel mezzo del conflitto in Darfur.

Il film lo consiglio; l’ho visto settimana scorsa e sono molto incuriosito da quello successivo: Running America. Come dice il nome, questo racconta della corsa di Charlie Engle dalla California a New York durante la recessione e la campagna presidenziale del 2008.

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