Lunedì. Patriot’s Day. Maratona di Boston.
A casa con la maratona in live streaming a fare il punto della situazione: ennesimo bollettino medico.

Sono passati cinque mesi dall’ultima volta che ho allacciato le scarpe da corsa e sette settimane dall’iniezione di PRP (c’è una logica nella sequenza di questi aggiornamenti); in New England, c’è ancora relativamente freddo, ma cominciano a spuntare i fiori delle magnolie e domani sono dal gommista per cambiare le gomme da neve con quelle regolari. Le giornate sono perfette, ma non posso ancora correre.
Sursum corda. Con Pino abbiamo creato un microblog, 65ºN 18ºW — per ora lo usiamo per brain storming, quando saremo in Islanda, ovvero 65º nord 18º ovest, l’intenzione è di aggiornarlo in tempo reale con foto e video del nostro viaggio.

Sul fronte del mio recupero, questa settimana è stata una doccia fredda dietro l’altra e se sopravvivo a questa traversia, qui lo dico e qui lo nego, mi regalo un Garmin — il Forerunner 610 è appena uscito (o deve uscire a breve) [recensione] — ma quel giorno sembra essere lontanissimo e Cee-Lo rende perfettamente i miei sentimenti a riguardo:


La pazienza è la virtù dei forti, me lo sono sentito ripetere per tutta l’infanzia ed oltre, mi si deve però chiarire cosa voglia dire. Come tutti i proverbi, più lo si sente, meno senso ha: vuol per caso dire di aspettare pazientemente un errore del proprio nemico per colpirlo quando è più debole?
Di pazienza in queste settimane che sono diventate mesi, ne ho adoperata parecchia ed ancora il mio nemico, l’infiammazione cronica al tendine d’Achille, non mostra segno di cedimento. Anzi a volte sembra aumentare: devo leggere i miei posts passati per notare che miglioramenti, seppur lentissimi, ce ne sono.

Speravo di poter tornar a correre per Pasqua, ma con Domenica delle Palme appena passata è molto improbabile ed a questo si aggiunge la mia fisioterapista che questa settimana mi ha riserbato una doccia fredda dopo l’altra.
La prima è stata lunedì. Le avevo detto di aver comprato delle scarpe da trail con la speranza di poter correre in Islanda. “Divertiti in Islanda, quando sarai lì?” mi chiede, la risposta “ad inizio giugno” è stata accolta con gelato realismo: non puoi pretendere di tornare a correre per giugno, stai facendo progressi ma non tali da…
La seconda è stata tre giorni dopo, giovedì. Stavo facendo una serie di calf raises e ho fatto notare che avverto ancora come un “pizzicotto” nel momento di completa estensione. Mai l’avessi detto; secondo la fisioterapista, a quest’ora non dovrebbe più esserci infiammazione e potrebbe essere un deposito calcare. Potrebbe non esserlo: su internet ho trovato che si formano solo nei tendini della spalla ma chi lo sa.
(Cerco di) non fasciarmi la testa con i se o i forse: a maggio avrò la seconda visita di controllo con dr. L ed allora penserò a cosa fare.

La settimana non è stata completamente negativa: la fisioterapista mi ha dato l’ok per riprendere esercizi come lunges e weight training in generale — me li aveva proibiti quando avevo iniziato a dicembre/gennaio. Almeno dovrei poter mantenere un po’ del tono muscolare che mesi di panchina hanno cominciato ad erodere.