Ieri mattina ci siamo svegliati alla notizia che New York State era diventato il sesto Stato dell’Unione a riconoscere ed officiare il matrimonio tra omosessuali. (Poteva essere il settimo, non fosse stato per proposition 8 in California.)
La questione appare banale e non riesco a non vedere come in 20~30 anni si guarderà indietro a questi anni e ci si domanderà come è stato possibile d’averci messo così tanto e coloro che ora si oppongono verranno ricordati come i misogini degli anni ’20 od i razzisti degli anni ’60, ovvero come chi sta dalla parte sbagliata della Storia. E parlo di matrimonio, non di unioni civili o DICO: richiedere qualunque cosa di meno è identico ad aver domandato che i voti di neri o delle donne non valessero come quelli dei bianchi.
Forse dovremmo riguardare tutti Indovina chi viene a cena

(Io ci provo ogni tanto a non parlare di politica ma non sempre mi riesce.)

Non è stato facile riadattarsi ai 25ºC quando fa freddo o al sole che tramonta, ma dopo una settimana riguardare le foto ed i video dell’Islanda mi sembra irreale, ancor di più ora che ho deciso di lasciare fisica delle particelle per biofisica: se rileggete l’ultimo post che ho scritto prima di partire, accennavo a questo (avevo accettato poche ore prima di partire per Reykjavík).
Questa era ovviamente la decisione più importante che ho preso, ma parallelamente avevo anche da decidermi su cosa fare con il mio tendine d’Achille.


L’appuntamento con Dr L era fissato per lunedì mattina e ci sono andato abbastanza fiducioso: il mercoledì precedente avevo corso un 200~300m perché stavo per perdere l’aero a Keflavík. Ero arrivato con largo anticipo, forse troppo, ed avevo deciso per una colazione mentre scrivevo le cartoline che in ultimis m’ero ricordato di comprare. Non ho badato all’ora e soprattutto non avevo guardato quanto fosse lontano il gate e quando ho alzato lo sguardo sui terminali, stavano già imbarcando. Ho corso senza curarmi del tendine, spingendo sulle punte, solo dopo i primi 100m mi sono accorto che non avevo alcun fastidio. Non è durato molto e quando mi sono fermato ho sentito una fitta al tendine che –fortuna– è scomparsa in (letteralmente) cinque minuti.
Dr L era curioso di guardare il tendine con gli ultrasuoni: ad averla passerei ore anch’io a giocarci.
Gli ultrasuoni hanno confermato quanto gli avevo descritto, che sembra ci sia un miglioramento, e quanto aveva osservato anche lui, che il tendine sembra essere meno gonfio e meno sensibile: il tendine appare senza le cicatrici che determinano la tendinopatia e probabilmente il dolore che ancora avverto è dovuto al remodelling di zone limitrofe — abbiamo osservato un intenso flusso di sangue appena sotto il tendine.

Con queste informazioni ho deciso di aspettare fino a fine estate: se per allora non posso ancora correre nemmeno un miglio, allora considererò una possibile, ulteriore iniezione di PRP. La mia preoccupazione è che “disturbare” il tendine ora possa solo irritarlo ulteriormente e rallentare il recupero in corso.