[Italiano]

On Wednesday, I was chastised for riding my bike without wearing a helmet. They were right, I was wrong; the same evening I went to a local sporting goods store and bought a helmet.
It should be a no-brainer to wear a helmet, but sometimes laziness and habits win over logic. Moreover, I’d be quite a hypocrite for not being safe on a bike while being annoyingly vocal on running safety. Truth is I see more cyclists wearing helmets than runners following the few, simple rules we should oblige to.
[running facing traffic] It shocks me to see so many runners happily jogging away on the right side of the road; it might be because since I was little I was told over and over again to always face traffic when walking on a road, but is it not terrifying not knowing if a car is coming towards you while the driver is intently texting his girlfriend to buy milk? (To said driver: you’re an a-hole.)
[do not wear black] Running (or any physical activity for that matter) is one of the few moments when dress-codes and fashion go out the window. I wear colors that I wouldn’t dare think of wearing when walking down the street (except maybe for red), and still it surprises when I see friends jogging in full black clothes: it’s a certainty they won’t be seen even by drivers who aren’t texting their significant other to buy milk.

(On the effects of head injuries, look no farther than the video of Horner visibly confused and unaware of his own crash during this year’s Tour de France. It’s startling and disturbing.)

And then is heard no more. It is a tale / Told by an idiot, full of sound and fury, / Signifying nothing. (Shakespeare, Macbeth Act 5)


La prima cosa che ho comprato appena arrivato ad Amherst è stata la bici: in una college town non si va molto in giri altrimenti. Presa la bici ma non il casco: a Milano non l’avevo mai indossato, anzi non l’avevo proprio, e non mi ricordo di nessuno, amici o non, che l’avessero o l’indossassero.
A pensarci oggi mi sembra assurdo, alla fine viene richiesto sia per moto che per scooters, e d’accordo che le velocità in bici sono molto inferiori, ma non è una buona ragione visto e considerato che se si cade e si sbatte la testa, la differenza è poca tra andar veloci o lenti. Quello che è ancora più assurdo è che non manca occasione che non rimprovero chi corre dalla parte sbagliata della strada o che si veste totalmente di nero.
[correre sul lato contrario al senso di marcia] Mi sembra quasi assurdo dirlo, ma continuo a vedere joggers in strada che corrono nello stesso lato del senso di marcia: io sarei terrorizzato dall’idea che una macchina possa apparire, a mia insaputa, alle mie spalle. A maggior ragione, considerato tutti gli idioti che guidano parlando al telefono o scrivendo sms.
[non vestire di nero] Il nero non è mai fuori stagione, ma correre non è una dichiarazione di fashion. Mi è capitato più volte, sia qui che in Italia, di vedere runners correre lungo la strada di sera vestiti totalmente di nero, ovviamente ci si accorge di loro solo quando sono a pochi e sempre troppo tardi: se proprio non si vuole comprare magliette o giacche sportive che sono sempre piene di materiali riflettenti, non ci vuole molto a mettersi una maglietta bianca — non sarà il massimo ma è meglio di niente.

Il video di Horner dopo la sua caduta durante il Tour de France di quest’anno fa aprire gli occhi su quello che comporta un trauma alla testa.

(Il casco per la bici, l’ho comprato mercoledì sera: meglio tardi che mai …)