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Ero così felice della notizia che credo di averlo urlato ai quattro venti elettronici venerdì: il dottore mi ha dato l’ok per correre!
Sono passati nove mesi; è stato letteralmente un parto, ma alla fine sembra che possa riprendere a correre. Se penso che l’ultima volta che ho corso è stato a dicembre, mi vien da piangere: tutto il duro condizionamento è andato ma, se tutto va bene (e tocco sia ferro che legno) dovrei poter riprendere gli allenamenti la prossima primavera giusto in tempo per prepararmi ad una maratona per la fine del 2012, in cui spero di poter redimere la mia performance alla maratona di Chicago. La maratona di Chicago … undici mesi fa! Shush! Non ci pensare.
Non riuscirò a tornare in Italia a fine settembre come in un primo momento avevo sperato. Non voglio tornare a Natale, perché l’inverno milanese è orrendo. Quindi pensavo a Pasqua magari, e pensando a Pasqua ovviamente non posso non pensare alla Stramilano. Facendo le corna: Stramilano 2012! (Ovviamente non c’è niente di deciso, ma spero che con il lavoro possa liberarmi per quella data.)

Pino ed io a Goðafoss in Islanda.


Il 2011 non è ancora finito e già mi sembra uno degli anni più difficili che abbia mai passato: non solo non ho potuto fare altro che guardare gli altri correre in questi ultimi nove mesi, ma anche professionalmente la paura di non trovar lavoro … non è stata facile, ma sembra che la proverbiale luce alla fine del tunnel incomincia a farsi vedere: ho iniziato un eccitante, nuovo lavoro in biofisica di cui più conosco più mi piace. (Sabato non ho potuto non passare dal laboratorio: dovevo vedere come i batteri che abbiamo messo su delle piastre di Petri crescevano. Troppo figo!) Ed ora la notizia che posso riprendere a correre: un peso enorme si è finalmente levato dal groppone.

Al ritorno dall’Islanda avevo deciso di non pensare all’estate, mettermi l’anima in pace che non avrei corso in questi mesi e concentrarmi sul recupero. Ho passato questi pazzi mesi estivi — un tornado, un uragano, ed un terremoto; seriamente? pensavo di vivere in New England! — in palestra su ellipticals e con pesi: faccio bench-pressing ora! Ya know, for the ladies…
Anche mezz’ora di elliptical è un supplizio ma meglio di cyclette, almeno non sono seduto per tutto il tempo! Quello è per sperare di mantenere un minimo di cardio, i pesi sono invece funzionali: non potendo correre, non c’è momento migliore per concentrarmi a rinforzare tutti quegli stupidi muscoli inutili che sono sempre assurdamente dimenticati dai runners di tutto il mondo. Ed ora paradossalmente non posso correre nemmeno 10km, ma mi sento più forte di quando ne correvo 20 come filler.
Settimana dopo settimana, l’elliptical non mi dava il minimo problema: aumentavo la resistenza ed il tendine non faceva una piega. Incominciavo a sperare. Una mattina di mezzo luglio, non ne potevo più: finita la mezza ora di elliptical ed andando verso i pesi, passando di fianco alla “pista” … al diavolo! devo saperlo … mollato la borraccia al lato ed ho corso 300 metri, i miei primi 300 metri dopo nove mesi!
Capisco che per i runners che leggono, 300 metri sono nulla, ma per me in quella calda mattina di luglio sono stati tutto. È difficile spiegare cosa ho provato scivolando via sulla pista: è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio, rivedere posti che si pensava fossero un parto del subconscio; gli odori, i suoni, e le immagini note eppure così nuove.
Quest’improvvisa felicità è durata poco, subito la mia mente iperanalitica ha voluto rivedere, riconsiderare tutte le sensazione che il tendine voleva offrire: il tendine era indolenzito, ma niente di eccessivo ed è durato solo il tempo di stretcharlo e massaggiarlo. Ho pensato anche se metterci del ghiaccio, ma quella sera, una volta a casa il tendine non protestava già più e mi sono scordato di quel primo proposito.
Ho continuato così, con non più di un km ogni qualche giorno per un mese. Non ho voluto dire nulla per timore di portarmi sfiga: gli atleti sono sempre superstiziosi ed io non sono da meno. Più correvo, meno il tendine faceva male: l’indolenzimento, se c’era, lo avvertivo solo per la prima mezz’oretta e non di più. Ogni tanto, mentre correvo, sentivo come se il tendine venisse stretchato: non faceva male, era solo una strana sensazione.
In agosto, questi primi successi mi hanno forse dato un po’ alla testa ed ho iniziato a fare un po’ di intervalli. Niente di serio: 100, 200 metri al mio passo dei 5km, o forse anche dei 10km. Ma era già troppo per le mie gambe: la tibia destra ha cominciato a far male (in inglese, si chiamano shin splints) e mi sono detto are you f*ing kidding me? La sinistra finalmente sembra mettersi a posto e la destra inizia a farmi tribulare?
Mi sono dato una pausa di due settimane, giusto il tempo per rivedere il dottore. La mattina prima dell’appuntamento sono andato a correre: di qualche cosa dovevo pur poter parlare con il dottore. Un giro semplice, nemmeno cronometrato, intorno al campus, non più di 3km. La giornata era bellissima, o forse me la ricordo più bella di quello che era: finalmente correvo all’aperto, era così naturale, quasi ovvio.
“Dopo i primi 100 metri, ho iniziato a sentire una strana sensazione di stretching al tendine. È durata per non più di un chilometro, per poi scomparire. Dopo il tendine non mi sembrava nemmeno indolenzito.”
Questo è quello che dissi al dottore, quasi parola per parola. Mi ha fatto notare che queste sensazioni sono naturali, bisogna quasi aspettarsele: sono i muscoli che si riadattano all’allenamento. Era quello che mi aspettavo e che sapevo, ma visto che è il tendine sinistro e visto quello che ho passato in questi mesi, ogni piccolo dolorino è sufficiente a farmi saltare. Mi ha detto che posso tornare lentamente ad allenarmi ed è ottimista sul futuro.

Ovviamente non posso sperare di tornare a correre 70km alla settimana domani, ma posso iniziare ad aumentare il chilometraggio. Lentamente e senza strappi. La mia speranza è di arrivare al mio allenamento base per la primavera del prossimo anno; per ora devo portare pazienza e procedere cautamente.
L’obiettivo è chilometraggio e pura forza fisica, quindi niente allenamenti di velocità per i prossimi mesi.

Aggiornerò il blog con i miei progressi. È ancora presto per cantar vittoria…

Incrociando le dita!